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Un ingegnere usa il pensiero scientifico per il riscatto personale

Per molti, i termini “chimica”, “biologia” e “ingegneria” evocano immagini di persone in bianchi camici di laboratorio che si danno silenziosamente da fare in ambienti freddi e sterili.

Per Kendra Krueger, queste immagini non potrebbero essere più lontane dalla realtà.

Ingegnere, professoressa e organizzatrice di community, la concezione della scienza della Krueger è tanto ramificata quanto le piante che studia. Kendra crede che vi siano molti modi per rispondere alle domande ed esplorare l’universo, dalle scienze naturali all’arte, fino alla giustizia sociale.

La sua organizzazione, 4Love + Science, è un programma di educazione scientifica basato sulle donazioni fondato a Denver che aiuta le persone a esplorare strumenti di ricerca diversi.

“Considero il mio lavoro una scienza intersezionale”, ha affermato la Krueger. “Al centro c’è l’apprendimento simultaneo del mondo esterno e di quello interno: le nostre menti, emozioni ed esperienze artistiche in quanto esseri umani”.

Cresciuta come figlia di artisti newyorkesi, la Krueger si è scoperta trascinata in quella che riteneva una direzione del tutto diversa. Dopo aver ottenuto la laurea e un master in ingegneria elettrica, iniziò a lavorare in alcuni laboratori di nanofabbricazione. Ben presto, tuttavia, iniziò a chiedersi: in che modo la tecnologia sta aiutando gli esseri umani?

La scienza può diventare un’incredibile forza per compiere il bene, pensò. Oltre ad aiutarci a comprendere i meravigliosi fenomeni fisici dell’universo, ci offre un’impalcatura per il pensiero stesso. Il metodo scientifico di ricerca può essere applicato a domande di tutti i tipi, incluse quelle sul significato della vita.

Per chi storicamente non ha mai tratto vantaggio dall’esplorazione scientifica all’avanguardia, questo processo di ricerca può essere anche una forza di riscatto.

E così nel 2014 la Krueger ha lasciato il proprio lavoro per iniziare a creare il programma intersezionale che avrebbe assunto il nome di 4Love + Science. Oggi Kendra promuove corsi di formazione, laboratori e programmi di ricerca e apprendimento che comprendono un’ampia gamma di discipline. Che stia esplorando la permacultura o la meditazione consapevole, il suo lavoro integra approcci intuitivi e analitici di riflessione per guidare le persone attraverso il processo di scoperta.

“Non dobbiamo aver paura di indebolire la scienza rendendola più emozionale o personale. In realtà, così facendo la renderemo più efficace”, ha aggiunto.

Una delle sue iniziative è un programma post-scolastico che consente ai bambini di apprendere i diversi concetti scientifici cui vengono condotti dalla curiosità personale, anziché da un piano di studi prefissato. Ogni classe è uno “spazio esplorativo”, in cui gli studenti possono documentarsi sui chakra, o centri spirituali di energia, e osservare i fossili al microscopio nello stesso pomeriggio.

Lo spazio offre agli studenti l’occasione di esplorare i propri mondi fisici e spirituali usando diverse fonti di conoscenza e non solo il canone scientifico eurocentrico che domina l’istruzione americana.

“Questo canone ha senz’altro valore per noi, ma ne esistono tanti altri che sono stati a lungo screditati o dimenticati”, ha dichiarato, insistendo sul fatto che la scoperta del patrimonio scientifico acquisito da antenati diversi è particolarmente importante per le comunità marginalizzate.

Poiché la scienza impiegata per il riscatto personale è un processo lunghissimo, la Krueger offre il proprio aiuto anche ad adulti e comunità intergenerazionali mentre insegna, parla e organizza laboratori in tutto il paese.

Di recente si è recata a Philadelphia con il padre per lavorare con un collettivo afrofuturistico in un laboratorio di due giorni chiamato Time Camp, che ha esplorato relazioni alternative con il tempo, le dimensioni temporali e la materia oscura. Il padre, artista e regista, ha parlato della meccanica artistica delle immagini e di episodi traumatici nella cultura nera.

“Ho integrato tutto questo con esposizioni scientifiche sulla materia oscura e l’energia oscura. Una è espansiva, l’altra è compressiva. Ho definito collegamenti e analogie tra questi episodi e le trattazioni scientifiche”, ha spiegato la Krueger. “Molte sono di natura narrativa, in un certo senso. Come possiamo iniziare a guardare alla scienza come un’altra fonte di ispirazione per la narrazione, per informare le nostre vite?”

In un altro laboratorio presso la Stanford University, ha diretto un gruppo in una conversazione sull’intersezione tra fisica dei quanti, termodinamica, genere, razza e identità.

“La particella nell’onda è un’analogia del modo in cui consideriamo la nostra identità, costituita da aspetti solidi e aspetti più amorfi, e della nostra transizione tra questi aspetti in spazi diversi”, ha spiegato la Krueger.

Il notebook ThinkPad è uno strumento integrante nel lavoro della Krueger da oltre un decennio. Ha iniziato a usarne uno già da studentessa non ancora laureata al Rensselaer Polytechnic Institute. “Adoravo l’accessibilità della tecnologia e non me ne sono più separata”.

La Krueger afferma di usare il notebook ThinkPad per la sua resistenza e la potenza di elaborazione, tanto nelle mani di uno studente diligente quanto in un orto comunale esposto agli elementi naturali. Lei e i suoi studenti usano il notebook “come strumento per esplorare le infinite informazioni che circolano nel mondo e in Internet”.

La Krueger ha recentemente lasciato Denver per tornare a New York, dove continua a tenere corsi di permacultura, design rigenerativo e sviluppo sostenibile, colmando il vuoto pedagogico per la scienza sostenibile insieme alla giustizia sociale.

Il suo progetto è creare un istituto di ricerca che unisca esplorazioni analitiche e intuitive, “combinando discipline come la fisica dei quanti, la termodinamica, la biochimica, la meditazione, la musica e la danza con l’elettronica, la tecnologia e la lotta all’oppressione. Tutto questo può essere fatto all’unisono”.

La Krueger afferma che con la scienza intersezionale possiamo demolire i sistemi di ingiustizia e promuovere le potenzialità dell’esplorazione.

“I sistemi di oppressione sono sistemi che ci dicono che non abbiamo potere né la facoltà di prendere decisioni personalmente, ha dichiarato la Krueger. “Il più grande mezzo di riscatto è rivendicare conoscenza, comprensione, ricerca, scienza e apprendimento come strumenti per noi stessi. In definitiva, è uno dei più grandi poteri di riscatto che abbiamo”.

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